Il Gruppo B è stata la maggiore categoria del campionato del mondo dal 1983 al 1986, quando venne abolita a causa dei numerosi incidenti, che causarono vittime anche tra il pubblico.Fino alla fine degli anni '70 le autovetture impegnate nelle categorie maggiori del campionato del mondo di Rally, ossia Gruppo 2 e Gruppo 4, dovevano essere prodotte in almeno 400 esemplari stradali, e per questa ragione venivano utilizzati modelli già in produzione, come ad esempio Lancia Stratos, Fiat 124 Abarth, Fiat 131. Queste vetture erano perlopiù a trazione posteriore e questo ne pregiudicava la capacità di scaricare a terra la potenza, che i team contenevano nell'ordine dei 200/250 cavalli. Per ovviare a questo limite tecnico la FISA (Fédération Internationale du Sport Automobile) autorizzò a partire del 1979 l'uso nei Rally di vetture a trazione integrale. Per permettere alle case costruttrici di sviluppare questa nuova tecnologia venne istituita una nuova categoria sperimentale, denominata Gruppo B, dove potevano gareggiare automobili prodotte in piccolissima serie (200 esemplari) e potevano venire utilizzate soluzioni sperimentali e nuove tecnologie.
1982: Audi Quattro
Dopo qualche anno di sviluppo le prime autovetture Gruppo B iniziarono a gareggiare nel 1982: l'Audi Quattro prima auto a trazione integrale permanente a gareggiare nel mondiale rally, l'Opel Ascona 400, la Lancia Rally 037. Il campionato è dominato dall'Audi, che vince il campionato costruttori , mentre il Campionato Piloti va a Walter Rõhrl su Opel.
1983: Lancia Rally 037
L'83 è l'anno del dominio della Lancia con la sua 037, che vince su ogni terreno aggiudicandosi il Mondiale Costruttori, il campionato Europeo e il campionato Italiano. Il Mondiale Piloti va invece a Hannu Mikkola, su Audi quattro.
1984: Audi Quattro Sport
In quest'anno l'Audi schiera una nuova vettura, per la prima volta alla trazione integrale e al con propulsore 5 cilindri turbo, aggiunge il telaio corto e la carrozzeria in materiale composito per risparmiare peso, la quattro Sport, che regna incontrastata e si aggiudica sia il Mondiale Costruttori che il Mondiale Piloti con Stig Blomqvist.
1985: Peugeot 205 T16
Come era nelle intenzioni degli ideatori, il Gruppo B doveva essere l'apice della tecnologia, e anche nel 1985 un nuovo progetto fa man bassa di vittorie e titoli: la Peugeot domina con il suo nuovissimo ed innovativo progetto, il 205 T16, infliggendo a Montecarlo, alla prima gara, ben 5 minuti all'Audi iridata. Peugeot si aggiudicherà quell'anno il Mondiale Costruttori ed anche quello Piloti con Timo Salonen. In quell'anno però, al Tour de Corse, accade un tragico evento che sarà la prima avvisaglia delle tragedie che attendevano il Gruppo B: Attilio Bettega si schianta con la sua Rally 037, e muore.
1986: Lancia Delta S4
Nel rally del RAC, ultima gara del mondiale '85, si era affacciata, dominando fin dal debutto la scena, una nuova vettura, capostipite di una stirpe che segnerà la storia dei rally degli anni successivi, la Lancia Delta S4. Prima automobile al mondo ad utilizzare un doppio sistema di sovralimentazione con compressore volumetrico Volumex e turbocompressore KKK, sprigionava 660 cavalli, un record ancora imbatutto per i rally. (l'Audi S2 nell'ultima evoluzione prima del ritiro nel 1986 aveva 600 cv) Le altre Case però non stanno a guardare: Peugeot schiera Una T16 alla sua massima evoluzione, e Audi una Quattro sport S2. Ormai giunti all'esasperazione tecnica, queste vetture vengono accomunate alle Formula 1 degli stessi anni sia per prestazioni che per costi sostenuti, ma risultano spesso difficili da controllare in situazioni limite, tanto che verranno soprannominate i mostri. Lancia domina a Montecarlo, prima gara della stagione, e Peugeot al successivo Rally di Svezia. Alla prima tappa della terza prova del mondiale, in Portogallo, accade quanto in molti temevano fin dall'incidente di Bettega: la Ford RS200 di Joaquim Santos esce di strada tra due ali di folla. Il bilancio è terribile: 3 morti e oltre 30 feriti, di cui alcuni in modo molto grave. Gli altri piloti, spaventati dall'accaduto, si rifiutano per la prima ed unica volta nella storia dell'automobilismo di continuare la corsa. Non c'è nemmeno il tempo di riprendersi dalla tragedia, perché nel Rally di Corsica di quello stesso anno Henri Toivonen che correva con 38 di febbre, ed il suo navigatore Sergio Cresto, fino in quel momento in testa, impattano contro alcuni alberi, perdendo la vita nel rogo della loro S4. Ormai è fin troppo chiaro che queste vetture non sono più gestibili su strada, quindi la FISA decide di dare un colpo di spugna sulle Gruppo B e di cancellare anche le ancora più tecnologiche Gruppo S che avrebbero dovuto esordire l'anno successivo.
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