mercoledì 9 maggio 2007

Il mondo del rally e la sua storia

I rally sono una forma di competizione automobilistica che si svolge su strade pubbliche utilizzando vetture simili a quelle della produzione di serie, da cui derivano. Le moderne competizioni di rally si sono sviluppate in Europa sin dall'inizio del XX secolo, distinguendosi dalle gare in circuito in quanto le vetture non affrontavano giro dopo giro di un percorso limitato, bensì procedevano su lunghe distanze venendo cronometrati a punti di controllo predefiniti, assomigliando molto di più a prove di resistenza sia per i mezzi meccanici che per il fisico degli equipaggi. La gara più prestigiosa e antica che può essere considerata la vera progenitrice di questa particolare ed affascinante disciplina sportiva è la Mille Miglia.
Ogni rally prevede una partenza, a cui seguono tratti di trasferimento che portano gli equipaggi fino al via dei tratti cronometrati, quelli cioè che sono utilizzati, con il semplice principio della somma dei tempi, per stilare le classifiche finali. I concorrenti devono rispettare gli orari riportati nella tabella di marcia e prima di ogni tratto cronometrato (prova speciale), dovranno presentarsi ad un "controllo orario" (C.O.), nell'esatto minuto riportato dalla tabella; eventuali ritardi o anticipi sono sanzionati con penalità di tempo, che verranno aggiunte alla somma totale dei tempi segnati in ogni prova speciale. Durante i trasferimenti ogni vettura dovrà osservare scrupolosamente il Codice della strada, solo i tratti di strada delle prove speciali sono infatti chiusi al traffico. Durante i trasferimenti gli organizzatori possono istituire dei "controlli a timbro" per verificare che gli equipaggi rispettino il percorso previsto.Ogni rally prevede inoltre uno o più "riordini", ovvero una sosta che può variare dai 10 ai 30 minuti circa, utile agli organizzatori per gestire gli eventuali ritiri di vetture che si susseguono durante ogni rally. Gli equipaggi infatti prendono il via uno dopo l'altro, normalmente a distanza di un minuto uno dall'altro, salvi casi particolari in cui questo tempo può aumentare. Dopo ogni riordino è previsto di norma un parco assistenza, unico luogo in cui le vetture possono essere riparate. A ridosso dei parchi assistenza viene allestita una zona refuelling, dove è possibile rifornire le auto di carburante.

Ogni equipaggio che partecipa ad un rally è composta da due conduttori (1° e 2° conduttore): di norma il primo conduttore è il pilota e il secondo conduttore il navigatore. Il navigatore (definito anche copilota) ha il compito lungo i trasferimenti di seguire il "road book" fornito dagli organizzatori ove sono rappresentati in pianta i bivi stradali con la direzione da seguire oltre alle distanze ed altre informazioni, nonché di controllare i tempi di percorrenza al fine di non giungere in ritardo ai "C.O.". Durante la prova speciale il navigatore legge le "note" (una particolare codifica alfanumerica estremamente personalizzata da ogni equipaggio) che descrivono al pilota quale tipo di curva o tratto di strada sta per percorrere . Il regolamento non prevede, come detto, la figura del pilota e del navigatore, ma semplicemente del primo e del secondo conduttore; questi possono anche alternarsi alla guida durante la gara, anche se succede molto raramente.

Le auto da rally sono suddivise in gruppi (in Italia esistono quattro raggruppamenti: Gruppo N, Gruppo A, Gruppo Kit car e Gruppo Omologazioni Scadute (per le auto più vecchie) che a loro volta sono suddivisi in classi che differenziano le varie caratteristiche del motore e altri particolari meccanici.La classe regina è attualmente il Gruppo A dove ci sono le cosiddette WRC (World Rally Car), auto che raggiungono potenze talvolta superiori 300 cavalli dichiarati. Ma negli anni 80, un gruppo di macchine chiamate Gruppo B, avevano il permesso di svilupparsi liberamente senza restrizioni, l'unica regola era la produzione di almeno 200 veicoli. Queste vetture, poi abolite per la grande quantità di vittime e di incidenti che si erano venuti a creare, raggiungevano invece all'apice dello sviluppo, più di 600 cavalli. Il Gruppo S sarebbe stata la categoria che avrebbe dovuto sostituire il Gruppo B con le auto che per l'epoca sarebbero state di nuova generazione. Ma chiuso il Gruppo B per la pericolosità dell'evento (sia per i piloti sia per gli spettatori) automaticamente non fu varato il Gruppo S in sostituzione del Gruppo B.

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